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Serie tv – Blood Drive(Solo per stomaci forti…) 😏

Nell’oceano di serie TV che ho visto,finito, cominciato in questi quattordici mesi di “arresti domiciliari” , c’è n’è una che ho letteralmente divorato.

Serie TV del 2017 – 13 episodi folli 😊

Non è per tutti ma se vi piace Tarantino….provate a cercarla ok?

Allora vediamo….cominciamo così

C’erano una volta,in un futuro distopico, gli Stati Uniti che sono stati divisi in due da una “crepa”, un vero e proprio lunghissimo crepaccio ,dal quale hanno iniziato a uscire strani gas che hanno costretto gli abitanti ad abbandonare la zona.

In qualche modo che non ho ben  capito, questo evento catastrofico , ha reso il petrolio molto raro, così che la benzina è diventata carissima.
Ma forse c’è una soluzione a questo problema, visto che qualcuno sta organizzando illegalmente (o meglio, sarebbe illegale se la mega corporazione di turno non si fosse già letteralmente comprata la polizia)

una corsa di macchine attraverso ciò che resta degli Stati Uniti, con una particolarità: le auto in questione non vanno a benzina… Ma a sangue. E per questo  dispongono anche di un comodo frullatore dentato per carne e ossa.


Ma ci sono  due poliziotti onesti che  rimangono nella polizia. Uno viene coinvolto suo malgrado nella corsa, finendo a fare da copilota a una stangona di quelle che si possono vedere, davvero, solo nei film trash (e nei porno). L’altro viene rapito dalla mega corporazione di cui sopra e torturato da una androide che ama i completi da dominatrice sadomaso…
E questa è solo la prima puntata.

Poliziotto onesto 2 rapito e torturato da androide sadomaso-pazza

Blood Drive recensione
Gnocche semi nude pazze

Chiariamo subito il mio pensiero: Blood Drive Ã¨ una delle serie più belle che ho visto negli ultimi anni. Ma io sono matta, ricordate? Bene,tenetene conto se andate oltre il primo episodio.

Negli ultimi anni abbiamo visto una rivalutazione del “trash”, grazie anche a perle quali Ash vs. Evil Dead Z-Nation

Blood Drive si inserisce nello stesso filone, quindi possiamo anche provare a fare qualche confronto.
In Blood Drive non vengono raggiunte le vette di trashaggine toccate da Ash Vs. Evil Dead, che aveva dei momenti assolutamente folli, quali la scena della banca del seme o quella dove Ash mette la testa… ehm vabbè! Inoltre Ash vs. Evil Dead poteva contare sulla presenza carismatica di Bruce Campbell nella parte di  uno dei più grandi personaggi del cinema di sempre, l’iconico Ash e la sua fidata motosega. Però come trama non è che fosse tutto sto granché.
Z Nation unisce al trash anche una trama più interessante e personaggi a cui ci si affeziona, ma ha  sofferto dell’eccessivo allungamento della serie(ammetto di non avere ancora visto l’ultima stagione).
Blood Drive, invece, ha una trama intrigante, sapientemente suddivisa tra trama verticale e orizzontale (si legga: i singoli episodi hanno ognuno una trama a sé, ma c’è anche una trama portante dell’intera serie).

Gli episodi poi riescono a mostrare anche una notevole varietà di tematiche, visto che ai protagonisti capita veramente di tutto, e la gara è solo uno dei temi che vengono sviluppati. Non si tratta quindi di una specie di versione trash di Wacky Races, o non solo, ma abbiamo anche tutta una serie di avventure “a piedi” che a volte riprendono tematiche già esplorate dalla cinematografia trash, altre volte riescono ad essere originali (o, quantomeno, io non sono riuscita a risalire alla fonte d’ispirazione).

Blood Drive recensione
La gnocca.

C’è anche tutto un sottotesto metanarrativo divertente, che ruota intorno al “cattivo” che cerca di tenere le redini sul suo show, proteggendolo dalla produzione e dalla sua ideologia legata al marketing.

Proprio il cattivo, Julian Slink, è uno dei punti di forza della serie, uno dei cattivi televisivi più intriganti degli ultimi anni, non in grado di portare avanti lo show da solo come Ash, ma credo comunque che mi ricorderò questo simpatico killer psicopatico ancora per un po’.

Blood Drive recensione
La classe!La Classe!!!

Dentro c’è Death Race (l’originale o il remake, non i prequel) c’è Carmageddon, c’è perfino Fast and Furious. E ci sono mutanti, stregoni, clown psicopatici, cannibali, portali di sangue, gnocche  in shorts. Il tutto reso alla grandissima con un’estetica che richiama i film distopici degli anni ’80, o se preferite le rivisitazioni tarantiniane degli stessi ,ricordate Grindhouse – Planet Terror e Grindhouse – A prova di morte, i due film di Robert Rodriguez e Quentin Tarantino che componevano le due metà del progetto Grindhouse? Se sì, ricorderete anche i presupposti di quella produzione, l’omaggio ad un mondo ed un genere in voga attorno agli anni ’70 del secolo scorso, caratterizzato da doppi spettacoli, costi contenuti e, soprattutto, una qualità delle pellicole proposte piuttosto bassa. Un cinema di serie B, che sapeva attirare l’attenzione grazie all’uso massiccio di scene di sesso e violenza, che non poteva catalizzare la mia attenzione , così tanto per dire.

Insomma, Bood Drive è spettacolare, da consigliare senza riserve a chiunque pensi di poter  apprezzare un prodotto pieno di sangue e frattaglie, che sia grazie a questi o nonostante questi.

Non c’è niente di romantico in questa serie quindi fate attenzione 😏

Buon mercoledì

L.

Fort Salem. L’Elite militare delle streghe soldato..

Come da suggerimento dell’amico Kasabake,ho cercato e visto la prima stagione di questa serie TV.

Filone intrigante della letteratura distopica*, questa serie ucronica* si basa sul presupposto che fondamentali eventi storici siano andati diversamente dalla realtà.

Per intenderci, la più nota è l’ucronia immaginata da Philip K. Dick nel romanzo La svastica nel sole, secondo cui la guerra mondiale sarebbe stata vinta non dagli Alleati, ma da Hitler e dall’Asse. La stessa – come ben sanno i fan – che ha dato origine a quattro stagioni della serie L’uomo nell’alto castello o altre, come Watchmen o Il complotto contro l’America).

Ho finito poco fa’ di vedere la prima stagione (dieci episodi) della serie Motherland: Fort Salem, che comincia così:
“C’era una volta l’America , nata oltre
tre secoli fa, da uno sforzo congiunto tra i coloni e le streghe, scampate ai famigerati processi di Salem per diventare alleate dei mortali dando vita così a un’America retta dal matriarcato, incluso il riallineamento di tutta l’iconografia agiografica: a partire dal celebre dipinto Washington attraversa il fiume Delaware con barca piena di donne al posto di George & Co. L’esercito americano è composto di streghe, destinate a combattere con le loro armi magiche (una tra tutte la voce con variazioni di canto che mi hanno fatto pensare alle Banshee) un nucleo terroristico di streghe dissidenti che minaccia la nazione.

Il primo episodio introduce per via diretta lo spettatore nel fitto intreccio di generi che traversa la serie. C’è innanzitutto il racconto di formazione guerriera.

Tre giovani reclute raggiungono il campo di addestramento di Fort Salem: Abigail, rampolla di una casta militare,divisa tra l’ansia di non deludere la madre generale e la lotta per diventare credibile come leader della sua squadra;

la ribelle e insoddisfatta Raelle con grandi poteri di guaritrice;

l’idealista Tally, che crede nel ruolo dell’America come gendarme del mondo. Gentile, determinata e curiosa si è arruolata nonostante la disapprovazione della madre;

Tutte e tre si scontreranno con Anacostia Quartermaine, una severa sergente di Fort Salem e Sarah Alder, centenaria leader di Fort Salem con le fattezze di una donna di mezza età.

La seconda tipologia è quella del film di teenager (e la base militare somiglia un po’ a un campus estivo), con personaggi provenienti da classi sociali diverse, gelosie e rivalità destinate a trasformarsi in fraterna amicizia e tutto il resto. Poi c’è l’intrigo da terrorismo: anche se la “Spree”, il gruppo di streghe dai misteriosi piani geopolitici, ricorda piuttosto la Spectre di 007 che non formazioni più vicine alla cronaca internazionale. E naturalmente c’è la magia, secondo le varie specialità (soldati, guaritori, esploratori…) in cui sono divise le reclute.

Certo,hanno cercato di rivenderci Motherland: Fort Salem come fiction “femminista”. Però non basta che siano donne tutti i personaggi, o donne le registe e le sceneggiatrici di parecchi episodi. Lo scenario in cui si svolgono le vicende delle tre giovani streghe (in complesso divertenti, piene di colpi di scena e con una dose omeopatica di truculenza) non differisce affatto, a ben guardare, da quelli di trame che conosciamo bene, soltanto, ribaltate d’un colpo solo dal maschile al femminile. L’addestramento è modellato su mille film di guerra, incluso il grande Full Metal Jacket. Le scaramucce tra commilitoni rimandano piu’ a Starship Troopers e relativi sèguiti, causa la coloritura da “young adults” dei moventi. Ma soprattutto il mondo del futuro, governato dalle donne, non differisce da quello che conosciamo. Magia o non magia, è fondato sul modello del capitalismo e del libero mercato, attualizza i conflitti di classe e ripropone i soliti tòpoi dell’epica maschile: il viaggio dell’eroe (delle eroine), i personaggi messianici che possono salvare l’umanità e via repertoriando. Se un giorno le donne governeranno il mondo ci aspettiamo che non replichino gli errori degli uomini, ma sappiano fare di meglio…..per questa prima stagione posso ritenermi soddisfatta dalla piacevole visione.
Ma la seconda dovrà stupirmi davvero !!!!!

Buona visione!

L.

*Letteratura distopica:

Descrizione o rappresentazione di una realtà immaginaria del futuro, ma prevedibile sulla base di tendenze del presente percepite come altamente negative, in cui viene presagita un’esperienza di vita indesiderabile o spaventosa.

In contrapposizione ad un’

utopia, una distopia viene tipicamente figurata come l’appartenenza ad un’ipotetica società o ad un ipotetico mondo caratterizzati da alcune espressioni sociali o politiche opprimenti, spesso in concomitanza o in conseguenza di condizioni ambientali o tecnologiche pericolose, che sono state portate al loro limite estremo.

*Ucronica

Genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.