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Fort Salem. L’Elite militare delle streghe soldato..

Come da suggerimento dell’amico Kasabake,ho cercato e visto la prima stagione di questa serie TV.

Filone intrigante della letteratura distopica*, questa serie ucronica* si basa sul presupposto che fondamentali eventi storici siano andati diversamente dalla realtà.

Per intenderci, la più nota è l’ucronia immaginata da Philip K. Dick nel romanzo La svastica nel sole, secondo cui la guerra mondiale sarebbe stata vinta non dagli Alleati, ma da Hitler e dall’Asse. La stessa – come ben sanno i fan – che ha dato origine a quattro stagioni della serie L’uomo nell’alto castello o altre, come Watchmen o Il complotto contro l’America).

Ho finito poco fa’ di vedere la prima stagione (dieci episodi) della serie Motherland: Fort Salem, che comincia così:
“C’era una volta l’America , nata oltre
tre secoli fa, da uno sforzo congiunto tra i coloni e le streghe, scampate ai famigerati processi di Salem per diventare alleate dei mortali dando vita così a un’America retta dal matriarcato, incluso il riallineamento di tutta l’iconografia agiografica: a partire dal celebre dipinto Washington attraversa il fiume Delaware con barca piena di donne al posto di George & Co. L’esercito americano è composto di streghe, destinate a combattere con le loro armi magiche (una tra tutte la voce con variazioni di canto che mi hanno fatto pensare alle Banshee) un nucleo terroristico di streghe dissidenti che minaccia la nazione.

Il primo episodio introduce per via diretta lo spettatore nel fitto intreccio di generi che traversa la serie. C’è innanzitutto il racconto di formazione guerriera.

Tre giovani reclute raggiungono il campo di addestramento di Fort Salem: Abigail, rampolla di una casta militare,divisa tra l’ansia di non deludere la madre generale e la lotta per diventare credibile come leader della sua squadra;

la ribelle e insoddisfatta Raelle con grandi poteri di guaritrice;

l’idealista Tally, che crede nel ruolo dell’America come gendarme del mondo. Gentile, determinata e curiosa si è arruolata nonostante la disapprovazione della madre;

Tutte e tre si scontreranno con Anacostia Quartermaine, una severa sergente di Fort Salem e Sarah Alder, centenaria leader di Fort Salem con le fattezze di una donna di mezza età.

La seconda tipologia è quella del film di teenager (e la base militare somiglia un po’ a un campus estivo), con personaggi provenienti da classi sociali diverse, gelosie e rivalità destinate a trasformarsi in fraterna amicizia e tutto il resto. Poi c’è l’intrigo da terrorismo: anche se la “Spree”, il gruppo di streghe dai misteriosi piani geopolitici, ricorda piuttosto la Spectre di 007 che non formazioni più vicine alla cronaca internazionale. E naturalmente c’è la magia, secondo le varie specialità (soldati, guaritori, esploratori…) in cui sono divise le reclute.

Certo,hanno cercato di rivenderci Motherland: Fort Salem come fiction “femminista”. Però non basta che siano donne tutti i personaggi, o donne le registe e le sceneggiatrici di parecchi episodi. Lo scenario in cui si svolgono le vicende delle tre giovani streghe (in complesso divertenti, piene di colpi di scena e con una dose omeopatica di truculenza) non differisce affatto, a ben guardare, da quelli di trame che conosciamo bene, soltanto, ribaltate d’un colpo solo dal maschile al femminile. L’addestramento è modellato su mille film di guerra, incluso il grande Full Metal Jacket. Le scaramucce tra commilitoni rimandano piu’ a Starship Troopers e relativi sèguiti, causa la coloritura da “young adults” dei moventi. Ma soprattutto il mondo del futuro, governato dalle donne, non differisce da quello che conosciamo. Magia o non magia, è fondato sul modello del capitalismo e del libero mercato, attualizza i conflitti di classe e ripropone i soliti tòpoi dell’epica maschile: il viaggio dell’eroe (delle eroine), i personaggi messianici che possono salvare l’umanità e via repertoriando. Se un giorno le donne governeranno il mondo ci aspettiamo che non replichino gli errori degli uomini, ma sappiano fare di meglio…..per questa prima stagione posso ritenermi soddisfatta dalla piacevole visione.
Ma la seconda dovrà stupirmi davvero !!!!!

Buona visione!

L.

*Letteratura distopica:

Descrizione o rappresentazione di una realtà immaginaria del futuro, ma prevedibile sulla base di tendenze del presente percepite come altamente negative, in cui viene presagita un’esperienza di vita indesiderabile o spaventosa.

In contrapposizione ad un’

utopia, una distopia viene tipicamente figurata come l’appartenenza ad un’ipotetica società o ad un ipotetico mondo caratterizzati da alcune espressioni sociali o politiche opprimenti, spesso in concomitanza o in conseguenza di condizioni ambientali o tecnologiche pericolose, che sono state portate al loro limite estremo.

*Ucronica

Genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.