Scrittori che amo :Henry Miller.

“Tutti dicono che il sesso è osceno. L’unica cosa davvero oscena è la guerra”
Henry Miller, Tropico del Cancro, 1934.

Nato a Manhattan nel 1891 da due immigrati tedeschi, Henry Valentine Miller ne sapeva qualcosa di miserie. Dopo aver dilapidato la somma di denaro che suo padre aveva messo da parte per mandarlo all’università, scappò con una donna che aveva il doppio dei suoi anni, vagabondando per il paese e mantenendosi con lavoretti da quattro soldi. Tornò a casa solo nel 1914 e si arrese a una vita borghese, lavorando nella sartoria del padre e sposando quasi per gioco Beatrice Sylaus Wickens, da cui ebbe una bambina. La fiamma della scrittura ardeva già dentro di lui, pronta a esplodere.

Nel 1923 si innamorò della ballerina June Mansfield, che sposò l’anno seguente dopo aver ottenuto il divorzio. Fu lei la prima a incoraggiarlo a scrivere, mantenendolo e permettendogli di pubblicare a sue spese. Dopo un breve soggiorno a Parigi, nel 1930 decise di trasferirsi definitivamente nella capitale francese, dove rimase da solo fino agli Anni Quaranta. Complice la relazione con la scrittrice Anaïs Nin, che ebbe rapporti anche con sua moglie, Henry Miller non ebbe più alcun dubbio su quale fosse il suo ruolo nella società.(Henry Miller e Anais Nin)

Tornato negli Stati Uniti, dopo il successo dei suoi primi libri a Parigi, era diventato un’icona, nonostante il divieto di pubblicazione di Tropico del Cancro e del romanzo gemello Tropico del Capricorno, che i lettori facevano arrivare di contrabbando dalla Francia. Idolatrato dalla Beat Generation, visse in disparte e rilasciando poche interviste fino al 1980, anno della sua morte. Tra i suoi passaggi più belli, quello del Tropico del Capricorno racconta meglio di tutti la vitalità e visceralità della sua scrittura.

“Volevo essere quella notte che illuminava l’occhio senza rimorso, una notte trapunta di stelle e di traccianti comete. Appartenere a una notte così terribilmente tacita, così totalmente incomprensibile ed eloquente al tempo stesso. Mai più parlare o ascoltare o pensare… Essere umano solo terrestramente, come una pianta, un verme o un ruscello. Essere decomposto, destituito di pietra o di luce, variabile come la molecola, durevole come l’atomo, spietato come la terra medesima.”

Pubblicato nel 1934, Tropico del Cancro fu la miccia di uno scandalo morale e di un’insurrezione letteraria che attraverserà tutto il secolo. Uno dei grandi capolavori della letteratura novecentesca, è un romanzo autobiografico in cui lo stesso Miller ci parla di sé in prima persona, di ubriachezza in ubriachezza, di donna in donna, di rissa in rissa, di illuminazione in illuminazione.

L’America disse che Tropico del Cancro era pornografico: lo si poteva leggere solo a Parigi, mentre negli Stati Uniti venne pubblicato per la prima volta nel 1961.

Credo che lo riprenderò in mano ….

Ricordate che leggere apre la mente .

See you later…