Luna di Sangue.

12/10/2019 luna di sangue in Sardegna

Che La Madre vi protegga…

L.

23 pensieri riguardo “Luna di Sangue.”

  1. Con una foto così non potevo che scrivere qualcosa… Spero di non avere lasciato troppi refusi o erroracci.

    Luna rosso sangue

    Il pescatore che avesse levato lo sguardo dalle reti da pesca per volgerlo al cielo, avrebbe incontrato, tra i rami degli alberi al limitare della spiaggia, una luna color sangue.
    Intento a preparare, come altri in quel momento, le proprie di reti, ce n’era uno in particolare. Un vecchio pescatore di nome J. dalla pelle cotta come il cuoio, e gli occhi attenti.
    Il pescatore J. quel giorno sapeva, perché gli era stato predetto, che avrebbe immerso il remo nel mare per l’ultima volta.
    «Immergerai il tuo vecchio remo un’ultima volta ancora, e poi mai più, e questo accadrà al primo sorgere di una luna rossa come il sangue, in alto a sud ovest».
    A parlare era stata la strega del villaggio vicino. J. ci era andato il mese precedente per comperare nuovi abiti. Come aveva visto la vecchia, le si era avvicinato per farsi predirre il futuro, pagando le due monete dovute, e attendendo paziente.
    «Sbagli mai strega?» aveva chiesto, dopo il terribile responso.
    «Io sì, ma le ossa che getto sugli schemi del mio tavolo, loro no, e quelle so leggerle bene, ormai».
    La risposta aveva ghiacciato il cuore di J., che aveva ringraziato e salutato, senza tradire le proprie emozioni.
    Da quel giorno, aveva vissuto come si vivono gli ultimi attimi, era stato un bel mese.
    Ma ora l’alba era vicina, inutile attendere oltre, il momento migliore per uscire in mare era quello.
    «Che fai J.? Indugi?» gli gridarono gli altri, mentre si allontanavano con le piroghe.
    J. li aveva mandati al diavolo, sapeva ben lui quando uscire, e, dopo un profondo respiro, aveva spinto, come ogni giorno di pesca, la barca, per poi saltarci sopra.
    «E così salpiamo per un’ultima volta» mormorò, sentendosi vigoroso come non mai.
    Non aveva voluto salutare nessuno, tutto come gli altri giorni, si diceva, nemmeno la vecchia moglie, nemmeno il fedele cane. I figli, ormai grandi, chissà dov’erano. Lo avrebbero pianto? Forse, in fondo c’erano padri peggiori.
    Con calma iniziò a remare, un colpo dopo l’altro, fino a prendere la corrente giusta e filare via tra le onde, fino all’attimo in cui sentì un fremito lungo le braccia, e poi un rumore, come di un albero che si spezza. Il remo si era spaccato a metà, per tutta la sua lunghezza. Il vecchio remo si era rotto in modo irreparabile.
    J. lo osservò e lo lasciò andare tra i flutti, a galleggiare lontano, mentre la barca rallentava.
    Non accadde nientr’altro quel giorno, salvo il dover ritornare indietro col piccolo remo di riserva.
    In fondo la strega aveva ragione, le ossa non sbagliano mai.

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